lunedì, 24 marzo 2008

552 volte JUVE

Alessandro Del Piero  ha raggiunto il primato contro l'Inter, festeggiandolo nel modo migliore, cioè con la vittoria. Il capitano della Juve ha voluto ricordare e celebrare l'evento sul suo sito ufficiale. Ecco - di seguito - il messaggio integrale: «552 partite, con la stessa maglia. I numeri racchiudono i miei ricordi. Raccontano vittorie, e purtroppo anche sconfitte. Tanti abbracci, lacrime, a volte sconforto, euforia, sofferenza, rabbia, gioia, orgoglio. La mia passione, sempre, dalla prima volta che ho toccato un pallone. Gran parte della mia vita, insomma. 552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perchè ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi. 552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, nella storia della Juventus con Gaetano Scirea. Del Piero e ScireaEcco cosa intendo quando dico che conta il 'come'. Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell'uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perchè questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri. 552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, e ne vado orgoglioso. Mi fermo a guardare chi c'è al mio fianco, la stessa fascia di capitano al braccio. Solo con la Juventus, sempre e solo la nostra Juventus. Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti. 552 partite, sono arrivato fino qui. Eppure continuo a non vedere l'ora che inizi la prossima, quella che devo ancora giocare. Con la stessa maglia. Alessandro».


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lunedì, 24 marzo 2008

L'INTER.....E' SERVITA 

La splendida vittoria contro l'Inter, ha fatto passare in secondo piano il raggiungimento delle 552 partite in maglia biamconera di Alessandro Del Piero. Il mito di Gaetano Scirea  è stato raggiunto. Di questo - comunque - avevamo già scritto. Passiamo ora al 2-1 contro la squadra nerazzurra. E' stata una partita tatticamente perfetta. Secondo me la palma del migliore in campo va a  Sissoko , una diga in mezzo al campo, imposta e spezza le azioni avversarie con la stessa facilità, corre moltissimo e non si risparmia mai nei tackle. Un vero punto di riferimento. Anche se tutta la squadra ha girato a mille. Un plauso anche a  Claudio Ranieri. Saranno cosi' serviti tutti i suoi denigratori!! L’Inter non perdeva a San Siro da un­dici mesi. La vittoria della Juventus ria­pre la lotta scudetto e rafforza Ranieri peraltro confermato da Blanc proprio po­che ore prima della partita.

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sabato, 22 marzo 2008

Buona Pasqua a tutti voi. Oggi ricorre la resurrezione di Gesù di Nazareth, che, secondo le Sacre Scritture, sarebbe avvenuta tre giorni dopo la crocifissione.Gesu

N.B. Il quadro è opera del pittore Michele Curcio

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giovedì, 20 marzo 2008

IL BICCHIERE E' MEZZO VUOTO O MEZZO PIENO ?

Ieri c'è stato il turno infrasettimanale del campionato di calcio. La Juve era di scena ad Empoli dove ha disputato (secondo me) la piu' brutta partita di tutta la stagione. Le uniche cose positive sono state il punto rimediato e i risultati degli altri campi: sconfitte per Fiorentina, Milan e Roma e quindi nove punti di vantaggio sui rossoneri, cinque sui viola e distacco dal secondo posto ridotto a sei punti. Bicchiere mezzo pieno per il Presidente «credo ancora nel secondo posto». Questo il sintetico commento di Cobolli Gigli a fine partita. Bicchiere mezzo vuoto, invece, per l'allenatore Claudio Ranieri che, con il suo classico aplomb inglese, ha commentato ai microfoni di Sky «Non sono soddisfatto», per poi concludere l'intervista ....visto come è andata la giornata meglio un punto che niente». Evviva la sincerità.C_3_Media_50468_immagine_det

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mercoledì, 19 marzo 2008

NOMADI

Omaggio per il 45° compleanno.

Correva l’anno 1963 e Augusto Daolio, cantante e Beppe Carletti, tastierista, due ragazzi di 16 anni, fondavano il gruppo de "I Nomadi", inizialmente composto da sei persone, poi ridotte a cinque l’anno seguente. Da subito è vita on the road, serate nelle balere.
Con la fine degli anni sessanta si chiude un epoca, scompaiono anche nel campo musicale molti artisti. I Nomadi vedono ripagata la loro scelta impegnata, l’avere dato un particolare rilievo ai testi dei loro brani e si presentano con una formazione parzialmente rinnovata al nuovo decennio con un successo travolgente "Io vagabondo" scala le classifiche di vendita. E’ il 1972.nomadi

Della formazione originaria ormai rimangono solamente Beppe Carletti e Augusto Daolio. Alla fine del 1984 entra nella formazione un giovanissimo bassista di Fabbrico, Dante Pergreffi, una ventata di allegria e di entusiasmo. Il primo luglio del 1990 nel vecchio campo sportivo di Novellara, la band, dopo un forzato stop di nove mesi, partorisce una nuova formazione: ad Augusto, Beppe e Dante, si aggiungono Cico Falzone, chitarrista e Daniele Campani, batterista. E’ una serata memorabile, una vera rinascita, nel segno di "sotto il cielo di Novellara batte un cuore NOMADE", espressione coniata da Augusto ed impressa su centinaia di adesivi per suggellare l’evento.
Ricomincia un successo stupefacente. Una rinnovata energia vitale pervade il gruppo: nascono brani destinati a divenire delle colonne portanti della storia del gruppo. "Gli aironi neri", "Ma noi no", i Nomadi tornano nelle classifiche di vendita, i concerti si susseguono senza interruzione. Il 1992, preannunciatosi come anno di ulteriori grandi successi, è invece il più nero, il più nefasto della storia dei Nomadi. Il 14 maggio in un incidente stradale muore Dante Pergreffi, trent’anni. Entra nel gruppo la giovanissima Elisa Minari, di professione studentessa, bassista per passione. L’8 agosto a Masone di Genova Augusto si esibisce per l’ultima volta in uno spettacolo. Stroncato da una malattia Augusto si spegne il 7 ottobre. Non è semplice descrivere chi era e cosa rappresenta ancora oggi il cantante dei Nomadi. Migliaia di fans vengono continuamente a rendergli omaggio, a ringraziare quello che è stato uno degli artisti di maggior rilievo nel panorama musicale italiano. Un artista completo. Augusto Daolio cantante sì, ma anche compositore, pittore, scultore, uomo dalle mille risorse e dalla grande umanità, costituisce sicuramente un pezzo rilevante della storia nel nostro paese. La morte di Augusto sembra segnare la fine del gruppo.

Il 13 marzo 1993 è un’altra data cruciale nella storia della band. La ripresa dell’attività avviene in quel di Levico, nel Trentino, in un teatro tenda stracolmo. Entrano nel gruppo Danilo Sacco, voce e chitarra e Francesco Gualerzi, voce e polistrumentista. Nel giugno del 1993 a Novellara si celebrano trent’anni di Nomadi, una tre giorni di spettacoli, con l’intervento di ospiti vari. I Nomadi tornano a varcare i confini nazionali, anche e soprattutto per iniziative umanitarie: Tibet, Cuba e Palestina sono gli esempi più recenti. Nasce una collaborazione con il gruppo cileno degli Inti Illimani. L’Italia pullula di Nomadi fans club (oltre 140). Da sempre al di fuori dei grandi circuiti commerciali, i Nomadi nuovamente in sei, come agli inizi, rispondono sul campo, partendo dalla gente e con la gente.

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mercoledì, 19 marzo 2008

 Del Piero a un passo da Scirea. Il capitano bianconero si sta avvicinando al record assoluto di presenze con la maglia della Juve (550 contro le 552 dell'ex tragicamente scomparso).«Ricordare Gaetano Scirea - ha detto Del Piero -  è importante perchè, al di là dei primati stabiliti, ha incarnato un certo tipo di stile, di classe, di temperamento, di educazione. Un modello di vita. Da ragazzino io guardavo soprattutto gli attaccanti della Juve, ma quello che mi ricordo di lui era la tranquillità con cui giocava e l'eleganza. Sembrava non facesse fatica. Mai fuori posto, come nelle dichiarazioni. Una persona leale, apprezzato da tutti. La morte fu tragica sotto tutti gli aspetti. Io ero un ragazzino, ma me lo ricordo, e soprattutto ricordo il dispiacere dei miei e di mio fratello, che come me erano rimasti molto colpiti. Lui rappresentava qualcosa di superiore all'essere bianconero, è stato un dolore per tutti».
«Raggiungere Scirea nelle presenze è un traguardo che mi inorgoglisce sotto tanti aspetti. È un numero importantissimo, ma la mia speranza è di entrare nel cuore della gente come è entrato lui. Io sono una persona diversa. Ma vorrei il più possibile emularlo, avere gli ideali come li aveva lui, il rispetto di cui godeva nel mondo calcistico e non solo. È importante il traguardo che raggiungi, ma è altrettanto importante il percorso che fai per ottenerlo. Anzi, a volte il percorso è ancora più importante dell'obiettivo finale. È quello che mi piace sottolineare, mi piace essere giudicato per questo. I numeri vogliono dire molto, ma anche il come ci arrivi».

Del Piero

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martedì, 18 marzo 2008

E' fatta !!!!!

Dopo l'incontro di ieri tra Secco e Foschi del Palermo, è fatta per l'acquisto del bomber brasiliano Amauri.

Forza Juve!!!Amauri

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